W3B 09.09.2025 News

7. Deepfake sotto attacco: la luce diventa un’arma contro l’AI. Un nuovo studio della Cornell University propone un sistema innovativo per smascherare i video manipolati con intelligenza artificiale. L’idea è semplice ma rivoluzionaria: usare luci codificate come filigrane invisibili per autenticare i contenuti. Le lampade emettono micro-variazioni di luminosità impercettibili, ma registrate da qualsiasi telecamera. Ogni ripresa porta così una firma digitale nascosta, impossibile da rimuovere o falsificare facilmente. Il metodo, chiamato “illuminazione codificata dal rumore”, crea una seconda traccia che rivela manomissioni e deepfake. I test reali dimostrano efficacia anche in condizioni variabili, con applicazioni per politica, eventi e media internazionali. →Link

6. Democrazia oltre il voto: AI e Big Data guidano le scelte pubbliche. La trasformazione digitale mette in discussione la centralità delle elezioni tradizionali. Secondo la Carta della Città Intelligente, l’analisi permanente dei dati potrebbe sostituire il voto periodico. Palantir, OpenAI e altre tech company stanno già sperimentando modelli di governance algoritmica. La “società post-voto” ipotizza decisioni basate su AI e big data invece che sulla partecipazione civica. Algoritmi predittivi analizzano desideri e comportamenti, riducendo il ruolo diretto del cittadino. Questo modello, vicino al concetto di Gov Corp, promuove una governance tecnocratica e centralizzata. Se da un lato promette efficienza e precisione, dall’altro solleva dubbi su libertà e disuguaglianze. →Link

5. Medici sostituiti dall’AI? La visione critica di Giacomini. In Italia la carenza di personale medico è ormai strutturale e colmata da gettonisti precari. Il dott. Dario Giacomini avverte: presto non saranno più i medici a coprire i vuoti ma l’intelligenza artificiale. Telemedicina, algoritmi e sistemi automatizzati rischiano di sostituire la relazione diretta medico-paziente. Dietro la promessa di efficienza si nasconde un forte rischio di perdita di posti di lavoro. L’AI lavora senza ferie né diritti, con costi più bassi e totale scalabilità per il sistema sanitario. La globalizzazione amplifica il fenomeno: il lavoro medico può essere delocalizzato in India o altrove. Traduzioni simultanee e 5G rendono già possibile un’assistenza low-cost a distanza. →Link

4. Acemoglu: l’IA non deve cancellare la creatività umana. Il Nobel per l’Economia 2024, Daron Acemoglu, lancia un monito sull’uso dell’intelligenza artificiale: l’automazione può migliorare produttività e liberare l’uomo da compiti ripetitivi, come la contabilità meccanica, ma se spinta troppo oltre rischia di distruggere posti di lavoro senza garantire protezioni adeguate. Il problema non è automatizzare, ma scegliere cosa e come automatizzare. Secondo Acemoglu, bisogna proteggere le professioni creative e quelle basate sul giudizio umano. Le politiche pubbliche devono intervenire prima, con formazione e reti di sicurezza sociale. L’IA non è neutrale: riflette scelte politiche, industriali e sociali orientabili. La sfida è redistribuire i benefici della tecnologia senza aumentare disuguaglianze. →Link

3. App UE per verifica età: dipendenza da Google e Apple. L’app di verifica dell’età UE funziona solo con Google Play Integrity API e Apple App Attestation. Questo vincola gli utenti a dispositivi Big Tech, escludendo sistemi indipendenti o de-googled. Secondo Hakeem Anwar (TBOT), la scelta comporta gravi rischi di sicurezza e privacy. Esistono soluzioni migliori, come l’API di attestazione hardware Android, già disponibile e più sicura. L’UE ha ignorato i feedback degli sviluppatori, preferendo un sistema commerciale e meno trasparente. Le banche e i servizi finanziari hanno già adottato Play Integrity, penalizzando gli utenti senza Google. Molti sono costretti a usare solo il browser web per accedere ai servizi. Gli sviluppatori chiedono alternative decentralizzate, libere dal controllo dei colossi tecnologici. La sfida riguarda il futuro: identità digitale, media, finanza e viaggi saranno presto condizionati. →Link

2. Nature ID: DPI per carbon credit e identità digitali. Nature ID nasce come Infrastruttura Pubblica Digitale (DPI) per monitorare biodiversità e mercato dei crediti di carbonio. Il progetto è sostenuto da Fondazione Rockefeller, Nazioni Unite e partner internazionali. Integra dati su clima, ecosistemi e fattori sociali per decisioni politiche e finanziarie più sostenibili. L’obiettivo è rendere i flussi economici trasparenti, incentivando conservazione e ripristino ambientale. La governance richiede quadri legali solidi per proteggere proprietà dei dati, consenso e diritti di accesso. UNDP collega Nature ID a iniziative globali come Climate Promise e Digital for Planet. Il DPI si fonda su identità digitali, scambio dati consensuale e sistemi di pagamento sicuri. Il G20 e il Global Digital Compact hanno già riconosciuto il valore strategico di queste infrastrutture. La sfida è trasformare dati frammentati in strumenti per finanza verde e mercati trasparenti. →Link

1. Worldcoin: la nascita raccontata da Sam Altman. Sam Altman ricorda come l’idea di Worldcoin sia nata da una passeggiata con Alex Blania. Già prima di ChatGPT, entrambi riflettevano sul futuro della fiducia nell’era dell’intelligenza artificiale. Il problema centrale: distinguere contenuti creati da esseri umani e quelli generati dall’AI. La missione era preservare il ruolo unico dell’uomo in un web dominato da algoritmi e bot. Worldcoin nasce come sistema di autenticazione e “prova di umanità”. Il progetto include anche una rete finanziaria per lo scambio di valore tra persone e intelligenze artificiali. Privacy, identità digitale e inclusione economica sono stati i pilastri del brainstorming iniziale. Le prime idee erano visionarie, ma hanno trovato una formula praticabile. Il risultato è Worldcoin: un’infrastruttura globale che unisce AI, blockchain e identità digitale. Un passo verso un Web3 dove umani e AI convivono, collaborano e scambiano valore in sicurezza. →Link

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