Intelligenza artificiale e giornalismo: “non può sostituire il giornalista. Lo vediamo nei conflitti. Non puoi fare corretta informazione se non hai visto di persona un teatro di guerra, il problema sono le narrazioni sotto condizione”, Francesco Patton

Francesco Patton, custode di Terra Santa e giornalista al Festival dell’Economia di Trento ha fatto il punto su intelligenza artificiale e giornalismo: “I nuovi sistemi integrano quanto c’era prima, non lo cancellano”, spiega.

“Siamo di fronte però ad elementi nuovi, a macchine che imparano ad imparare e molto dipende da cosa (i dati) viene dato loro in pasto.

A mio avviso questa nuova forma di intelligenza non può sostituire il giornalista. Lo vediamo anche nei conflitti. Non puoi fare corretta informazione se non hai visto di persona un teatro di guerra.

Il problema della narrazione di oggi è che assistiamo a opposti resoconti embedded che vengono messi nel grande calderone della rete e che presto potrebbero essere trattate dal computer, dunque con operazioni di intelligenza artificiale non sulle fonti ma su narrazioni ‘sotto condizione’.

Questo richiama ulteriormente la formazione e l’etica del giornalista, che, come detto da papa Francesco, deve consumare le suole delle scarpe e non può delegare alla macchina la visione diretta della realtà.

Inoltre, ci sono ulteriori elementi importanti: la formazione per l’utente, per chi attinge alla notizia, e la pluralità delle fonti”

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