I pericoli dell’Euro digitale spiegati da Matte Galt

Non è una moneta con un valore fissato o corrispondente a dell’oro, non è un bit-con, è qualcosa di diverso, uno strumento di controllo per indirizzare i consumi di famiglie e imprese. Potrebbero essere premiati i comportamenti ritenuti virtuosi e sanzionati o resi costosi quelli che vanno contro le politiche europee in un controllo sempre più stretto.

L’euro digitale fa parte delle CBDC. “Le CBDC sono il frutto di una risposta globale ad una minaccia globale per il monopolio monetario degli Stati. Oggi, infatti, c’è convergenza totale sulle CBDC e sono state anche oggetto dell’ultimo G20 di Bali. Le CBDC sono in pratica l’evoluzione della moneta di Stato, che non verrà più emessa dalla Banca centrale in forma di banconote e poi distribuita alle banche commerciali, ma sarà invece una moneta 100 per cento nativa digitale”, spiega Matte Galt, co-fondatore e membro del Consiglio direttivo di Privacy Network e autore del blog Privacy Chronicles su Substack, in una intervista sul sito di Nicola Porro.

“Le CBDC sono un software a tutti gli effetti – controllato dalle banche centrali e dai governi. Ci sono diverse modalità di governance ed emissione delle CBDC e molto dipenderà da quelle scelte dai diversi Stati e banche centrali.

Potrebbe esserci un’emissione diretta dalla Banca centrale, con gestione diretta dei wallet, oppure un’emissione indiretta attraverso le banche nazionali e commerciali… o magari un ibrido di questi due.

Non è poi detto che tutte le CBDC debbano essere basate su tecnologia Blockchain. È certamente possibile che possano farlo, e che alcune magari useranno layer già esistenti come Ethereum.

Non è soltanto un cambiamento tecnico e giuridico della nozione di moneta, ma anche una enorme distorsione del concetto di moneta a cui siamo abituati ormai da migliaia di anni.

Con le CBDC la moneta non sarà più un bene nel diretto possesso delle persone – uno strumento per compiere transazioni economiche e intrattenere rapporti umani e commerciali. Sarà piuttosto uno strumento politico nel diretto controllo degli Stati.

Le persone e le aziende saranno meri utenti di un servizio che sarà usato come leva per incentivare o disincentivare comportamenti economici e non solo.

Ad esempio, il Fondo Monetario Internazionale ha di recente affermato che le CBDC potranno essere usate per “incentivare” comportamenti ecosostenibili da parte di persone e aziende. Questo ovviamente si porta dietro tutta una serie di considerazioni molto rilevanti legate a sorveglianza di massa, social scoring, quote di Co2 personali, eccetera…

La differenza tra CBDC e Bitcoin è tutta qui. Bitcoin è moneta privata, controllata al tempo stesso da chiunque abbia un “nodo” (costano poche centinaia di euro) e da nessuno, grazie al funzionamento del suo protocollo.

Potremmo dire che Bitcoin è una delle forme più pure di proprietà: una moneta completamente al servizio dell’interesse di chi la possiede, senza censura, senza limiti, senza intermediari. Insomma, l’esatto contrario delle CBDC”

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