7. Riscoprire l’umano nell’era dell’intelligenza artificiale: difendere mente, cuore e libertà. L’uso massiccio dell’intelligenza artificiale rischia di trasformarci in esseri meccanici, come ammonisce Gurdjieff, facendoci perdere coscienza di noi stessi. Delegare alle macchine memoria, analisi, creatività e decisioni genera una “illusione di competenza”: ci sentiamo preparati ma in realtà non sviluppiamo capacità profonde. Quando rinunciamo a pensare, intuire, ricordare ed emozionarci in prima persona, le nostre facoltà si atrofizzano e diventiamo più controllabili e manipolabili. In questo scenario, le élite possono usare l’IA per rafforzare sistemi di dominio basati su paura, dipendenza, ignoranza e passività. Per limitare i danni, è essenziale ridurre o vietare l’uso di dispositivi digitali e IA in bambini e adolescenti, privilegiando esperienze concrete e relazioni reali. →Link
6. Friend AI: il ciondolo “amico” che divide tra solitudine digitale e paura per la privacy. Friend è un ciondolo con intelligenza artificiale creato dal 23enne Avi Schiffmann per fare da “migliore amico” a chi si sente solo, ascoltando le conversazioni e offrendo consigli via app. La maxi campagna pubblicitaria nella metropolitana di New York, costata oltre 1 milione di dollari, si è però trasformata in un boomerang, con cartelloni strappati, insultati e poi condivisi in massa su X e Reddit. Critici e attivisti accusano Friend di voler sostituire le relazioni umane e di rappresentare un grave rischio per la privacy, dato che registra le conversazioni di chi lo indossa e di chi gli sta intorno.
Schiffmann sostiene che tutte le registrazioni siano criptate, salvate solo sul dispositivo e disattivabili chiudendo l’app, e cita utenti che dicono di aver ritrovato hobby e fiducia grazie all’AI. Nonostante ciò, Friend è diventato un simbolo delle paure legate all’intelligenza artificiale, in scia alle polemiche che già colpiscono chatbot come quelli di OpenAI, Character.AI e Meta. →Link
5. Indagine PA sull’Intelligenza Artificiale: questionario online per mappare competenze e bisogni formativi. Nelle Pubbliche Amministrazioni italiane l’Intelligenza Artificiale, soprattutto generativa, sta cambiando modalità di lavoro, decisioni e rapporto con cittadini e imprese, rendendo necessario capire come sia realmente conosciuta e utilizzata dal personale. Per questo il Dipartimento della funzione pubblica promuove un’indagine nazionale che punta a fotografare percezioni, usi concreti, opportunità e criticità legate all’IA, così da guidare un’adozione più efficace, sicura e trasparente. I dati raccolti serviranno a definire con precisione i bisogni formativi, il sistema di competenze di base, manageriali e specialistiche e a progettare percorsi mirati di AI Literacy per accompagnare la trasformazione digitale della PA. I risultati saranno la base per aggiornare e arricchire l’offerta formativa sull’Intelligenza Artificiale erogata tramite la piattaforma Syllabus e le altre iniziative del Dipartimento, in linea con esigenze e aspettative dei dipendenti pubblici. Partecipare all’indagine significa contribuire a rafforzare la capacità delle amministrazioni di governare il cambiamento tecnologico e orientare meglio le politiche di formazione e sviluppo delle competenze digitali. →Link
4. Intelligenza artificiale nell’energia: come l’IA rivoluziona impianti, reti elettriche e sicurezza. L’intelligenza artificiale è diventata un pilastro della quarta rivoluzione industriale e trova applicazioni sempre più diffuse anche nel settore energetico, dalla progettazione degli impianti alla gestione dei consumi. Nel mondo elettrico l’IA elabora enormi quantità di dati per scegliere i siti migliori per parchi eolici e solari, ottimizzare la produzione da rinnovabili e prevedere meglio flussi idrici, vento e irraggiamento, con benefici economici e ambientali. Algoritmi avanzati, integrati con robot, droni e control room da remoto, consentono monitoraggio continuo e manutenzione predittiva, riducendo guasti, tempi di fermo e costi operativi lungo l’intero ciclo di vita degli impianti. Nelle reti, le smart grid basate su IA gestiscono in tempo reale flussi energetici sempre più complessi, integrando generazione distribuita, sistemi di accumulo e previsioni di domanda per aumentare flessibilità, efficienza e affidabilità del sistema.
Soluzioni come l’object detection permettono di individuare rapidamente anomalie sulle infrastrutture, attivando interventi tempestivi e prevenendo disservizi per cittadini e imprese. →Link
3. Adolescenti e Intelligenza Artificiale: rischi psicologici, AI Act e uso consapevole di ChatGPT. L’Intelligenza Artificiale è una delle rivoluzioni più importanti del nostro tempo e i ragazzi ne sono protagonisti, usando chatbot e sistemi intelligenti che apprendono dai dati e dialogano come “amici virtuali”. Sempre più adolescenti ricorrono a ChatGPT come confidente o “psicologo h24”, attratti da anonimato e assenza di giudizio, con il rischio di dipendenza emotiva, isolamento sociale e sostituzione delle relazioni reali e della psicoterapia. Clinici e ricercatori segnalano possibili effetti destabilizzanti nei soggetti più vulnerabili, che possono amplificare pensieri distorti, fragilità del Sé e, in casi estremi, ideazioni suicidarie non intercettate da una vera rete di cura. Il quadro normativo europeo e la legge italiana sull’AI puntano a governare questi strumenti con principi di trasparenza, etica e supervisione umana, soprattutto nei contesti ad alto impatto come salute, istruzione e tutela dei minori. Genitori, insegnanti e professionisti sono chiamati a offrire ascolto e educazione al digitale, promuovendo un uso mirato dell’IA e mantenendo sempre spazi di confronto umano. →Link
2. Intelligenza artificiale e lavoro negli USA: chi viene penalizzato e quali competenze servono per non restare indietro. Negli Stati Uniti la diffusione dell’intelligenza artificiale ha frenato la crescita dell’occupazione, colpendo soprattutto i lavoratori senza laurea e i settori più tradizionali. L’adozione dell’IA si è concentrata nelle aree tech e nei servizi avanzati, dove cresce la domanda di data scientist, sviluppatori e profili con alte competenze digitali. Le zone più esposte all’IA hanno registrato tassi di occupazione inferiori, con effetti negativi concentrati nei servizi e nel manifatturiero e impatti invece nulli o positivi per chi possiede formazione scientifica o redditi elevati. Le ricerche più recenti sulla GenAI (come ChatGPT) mostrano che a pagare il prezzo più alto sono i giovani e i ruoli junior, mentre non si osserva una “disoccupazione di massa” ma una forte polarizzazione delle opportunità. Nel complesso l’IA sta ridisegnando la struttura del mercato del lavoro, premiando le competenze tecniche e la capacità di lavorare con le nuove tecnologie, a scapito di mansioni standardizzabili e ripetitive. →Link
1. Bolla dell’intelligenza artificiale? Perché la Bank of England avverte su rischio finanziario globale. La Bank of England segnala che le valutazioni delle aziende AI stanno esplodendo in modo simile alla bolla delle dot-com, con le borse ai massimi e investimenti basati più su promesse future che su utili reali. Mentre Sam Altman parla di “codice rosso” e denuncia la corsa sfrenata di Gemini di Google, il settore accumula aggiornamenti e aspettative a ritmo più veloce della capacità di verificarne la reale sostenibilità. OpenAI e NVIDIA sono legate da un rapporto circolare: da un lato OpenAI compra enormi quantità di GPU, dall’altro NVIDIA si impegna a investire fino a 100 miliardi per costruire nuova potenza computazionale, alimentando un ecosistema chiuso di interessi. In parallelo, anche altri big tech puntano su infrastrutture proprietarie, accentuando la concentrazione di potere e la dipendenza da pochi fornitori chiave di hardware e cloud. La BoE riconosce che molte aziende AI hanno oggi flussi di cassa positivi ma avverte che il sistema è iper-interconnesso: società tecnologiche, produttori di chip e grandi fondi si sostengono a vicenda in una spirale di espansione. →Link







