W3B 06.05.2025 News

7.  Come negare il consenso all’uso dei propri dati da parte di Meta per l’addestramento dell’Intelligenza Artificiale. Dal 29 aprile 2025, il Garante per la Privacy ha informato che Meta, la società proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, potrà utilizzare i dati personali degli utenti per addestrare i suoi sistemi di intelligenza artificiale, a meno che non venga espresso un esplicito rifiuto. Secondo il comunicato ufficiale, anche i dati di persone non iscritte, ma menzionate o taggate nei contenuti pubblicati, potrebbero essere coinvolti. Gli utenti hanno quindi il diritto di opporsi tramite un modulo messo a disposizione da Meta. I dati utilizzati includono post pubblici, commenti, foto, didascalie e contenuti condivisi su Facebook e Instagram, oltre alle informazioni inserite negli strumenti di IA, come il chatbot Meta AI. →Link

6. L’allarme di Catherine Austin Fitts: “Dati governativi USA usati per addestrare un’IA privata.” Catherine Austin Fitts, ex dirigente del Dipartimento per l’edilizia urbana USA, ha lanciato un’accusa contro il progetto “Doge”, legato a Elon Musk. Secondo Fitts, dati sensibili di agenzie governative americane starebbero venendo trasferiti in una intelligenza artificiale privata, a beneficio diretto di aziende tecnologiche. Fitts sostiene che, attraverso le aziende di Musk e le attività di raccolta fondi correlate, sia in atto una sistematica acquisizione di dati pubblici, inclusi quelli su pagamenti e indagini normative. Questi dati sarebbero particolarmente utili per l’addestramento di modelli IA avanzati, grazie alla loro qualità e precisione. →Link

5. Libertà di stampa e intelligenza artificiale: l’allarme delle Nazioni Unite. In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, Volker Türk, ha lanciato un forte appello a tutela del giornalismo libero, sottolineando le minacce crescenti contro i media indipendenti in tutto il mondo. Nel 2025, almeno 20 operatori dell’informazione sono stati uccisi, mentre in molte regioni i giornalisti subiscono molestie, arresti e sorveglianza, anche tramite tecnologie digitali. Particolare attenzione è stata rivolta all’uso dell’intelligenza artificiale: sebbene utile, l’IA rischia di distorcere la percezione della realtà, alimentare la disinformazione e mettere a rischio la privacy di giornalisti e fonti, soprattutto per le donne. Türk e il Segretario Generale Guterres hanno denunciato la concentrazione di potere nelle mani di pochi attori tecnologici, chiedendo maggiore trasparenza sugli algoritmi e riforme legislative sulla proprietà dei media. →Link

4. IA e foto online: come la geolocalizzazione invisibile mette a rischio la tua privacy. I nuovi modelli visivi di OpenAI, noti come “o3” e “o4-mini”, sono in grado di individuare con precisione dove ti trovi partendo dalle immagini che pubblichi. Una capacità che, se da un lato intriga il web come gioco interattivo, dall’altro solleva gravi preoccupazioni sulla privacy. Sempre più utenti partecipano a “giochi digitali” in stile GeoGuessr, dove si cerca di localizzare le persone attraverso indizi visivi nei post social. Ma questa tendenza nasconde una realtà inquietante: IA e utenti possono identificare luoghi privati senza permesso, analizzando dettagli come segnaletica, architettura o l’ombra di un palo. Queste tecnologie, usate anche per fini commerciali, profilano gli utenti in base ai luoghi frequentati, indipendentemente da tag, geolocalizzazione o cronologia. →Link

3. Worldcoin introduce i pagamenti con scansione della retina: come funziona il nuovo Orb. Durante una presentazione ufficiale, Sam Altman ha annunciato l’arrivo della nuova versione dell’Orb, il dispositivo biometrico di Worldcoin che ora supporterà anche funzioni di pagamento attraverso la scansione dell’iride. Alimentato da chip NVIDIA e sensori ottici avanzati, l’Orb sarà distribuito in 7.500 esemplari negli USA entro fine anno, con l’obiettivo di espandersi a livello globale. Il sistema consente una verifica autonoma dell’identità umana, senza necessità di operatore. Gli utenti si autenticano con il World ID, collegando l’app al dispositivo tramite QR code. Una volta identificato l’utente tramite il volto e gli occhi, l’Orb invia i dati solo al dispositivo personale, cancellandoli successivamente. L’obiettivo di Worldcoin è creare una rete globale sicura, scalabile e decentralizzata, accessibile anche in contesti con forte presenza di intelligenza artificiale. →Link

2. Euro digitale su blockchain: perché la BCE teme una moneta di proprietà dei cittadini. Secondo Marco Saba, ricercatore del Centro Italiano di Studi Monetari, l’adozione della blockchain per l’euro digitale permetterebbe ai cittadini di essere i veri proprietari del proprio denaro, grazie alla natura segregata dei wallet personali. Saba paragona il meccanismo alla custodia in un deposito bagagli: solo chi possiede la chiave può accedere al contenuto. Allo stesso modo, in un sistema basato su blockchain, le chiavi private garantiscono il controllo esclusivo dei fondi, rendendoli inattaccabili anche da autorità giudiziarie o enti esterni. Nel 2022 il suo centro ha realizzato un esperimento di euro digitale su blockchain, dimostrando che è possibile creare miliardi di unità in pochi giorni, gestibili tramite semplici portafogli elettronici. →Link

1. CBDC e fine del contante: tra efficienza digitale e rischio di controllo sociale. L’introduzione delle valute digitali delle banche centrali (CBDC) sta alimentando un dibattito globale: da un lato promettono innovazione e rapidità nei pagamenti, dall’altro sollevano forti timori in tema di sorveglianza finanziaria e perdita di libertà individuale. Il World Council for Health denuncia che l’eliminazione del contante favorirebbe una “economia della sorveglianza”, limitando privacy e autonomia. Il denaro fisico garantisce indipendenza da banche e governi, evitando tracciamenti e blocchi arbitrari. Con le CBDC, ogni transazione può essere monitorata in tempo reale, programmata o bloccata da un’autorità centrale. Esperimenti già attivi, come in Thailandia, mostrano come il denaro digitale possa avere restrizioni geografiche e temporali. L’economista Norbert Häring sottolinea che l’eliminazione del contante favorirebbe anche la speculazione bancaria e i tassi d’interesse negativi imposti. →Link

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